Liberi dalla paura

“Consapevoli che «tutti i credenti e gli uomini e le donne di buona volontà sono chiamati a rispondere alle numerose sfide poste dalle migrazioni contemporanee con generosità, alacrità, saggezza e lungimiranza, ciascuno secondo le proprie responsabilità» e che il fenomeno delle migrazioni è «senza dubbio una delle più grandi sfide educative», raccogliamo l’invito a essere comunità accoglienti perché sappiamo che «rinunciare a un incontro non è umano» .”

Inizia con queste parole il documento conclusivo del Meeting “Liberi dalla paura” promosso da Caritas Italiana, Fondazione Migrantes e Centro Astalli svoltosi a Sacrofano (RM) dal 15 al 17 febbraio al quale come Cogoleto 1 abbiamo partecipato e con queste parole nel cuore torniamo a casa. [qui il testo integrale]

AGESCI Nazionale ci ha chiesto di rappresentare la nostra associazione assieme ad una capo della Zona Fata Morgana (Reggio Calabria) e ad un’altra del gruppo Catanzaro 4, abbiamo portato le nostre esperienze d’accoglienza: noi (Irene, una scolta, e Letizia, la capo fuoco) nello specifico abbiamo portato il frutto del nostro capitolo sul tema: “UN FUMETTO PER ACCOGLIERE”.

Lo scopo del meeting era esprimere gratitudine e incoraggiamento a tutti coloro che nel nostro Paese hanno scelto di non vivere nella paura e di osare l’avventura dell’incontro; l’obiettivo era quello di conoscersi, scambiarsi idee, esperienze e progetti di autentica fraternità, lungimiranza e coraggio.

Per noi, forse, è stato anche di più: abbiamo avuto la possibilità di toccare con mano che non siamo soli a combattere contro l’indifferenza, di ampliare le nostre conoscenze.

Durante il meeting si è cercato di promuovere il più possibile lo scambio delle esperienze, ma c’è stato anche lo spazio per riflettere: la sera del venerdì con lo spettacolo della compagnia teatrale “Assai ASAI di Torino”, la mattina del sabato con la catechesi proposta dal SERMIG di Torino, il pomeriggio col gioco “the face of the others” organizzato da “Non dalla guerra” di Vicenza. Alla fine del gioco Irene ha detto “Ho imparato ad avere fiducia in me stessa e negli altri, a lasciarmi andare, a non avere paura ad aprirmi e a mettermi in gioco. Fidarsi secondo me significa aprire il proprio cuore al prossimo per poter trasmettere il proprio io in modo limpido e trasparente.”

Torniamo a casa arricchite dalle esperienze e dagli incontri condivisi: consapevoli che solo insieme, ampliando la rete, promuovendo una comunicazione positiva e attraverso l’educazione possiamo accogliere.

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